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Presentato il volume “Storia della filosofia” di Pasquale Galluppi

20180526_200431TROPEA – E’ stato presentato il volume “Storia della filosofia“ di Pasquale Galluppi, a cura di Giuseppe Tortora, Annamaria Macchione e Luciano Meligrana, edito da Rubbettino.

L’evento è stato organizzato dal Centro studi galluppiani presieduto da Meligrana e dal Consorzio Interuniversitario “Civiltà del Mediterraneo” di Napoli, l’Istituto per lo studio del pensiero filosofico di Napoli e l’Istituto per la storia del risorgimento italiano – comitato di Vibo Valentia.

La presentazione del volume, oltre ai tre curatori, ha avuto tra i relatori Rocco Pititto dell’università degli studi di Napoli Federico II.

Ha dato il via ai lavori Macchione che ha presentato il Centro studi galluppiani ripercorrendo la sua storia dalle origini, nel 1997, ad oggi, soffermandosi sul suo fondatore che fu il “Teologo” monsignor Francesco Pugliese e su coloro che l’hanno presieduto in seguito, oltre a soffermarsi su quanto il Centro ha realizzato negli anni. Del libro, ne ha sottolineato il certosino lavoro che ha richiesto svariati anni di impegno. Quindi la parola è passata a Pititto il quale, nel parlare del volume, ha affermato: «Nella Storia della Filosofia vivono problemi e interrogativi sul mondo e sull’uomo, mai risolti e riproposti di continuo, che appartengono, più che al passato e al presente, al nostro futuro. Il filosofo sa che “è importante per l’uomo conoscere la sua vera origine”, come sa anche il ruolo della filosofia. Forse, la Storia  scritta da Galluppi – ha aggiunto Pititto –  non sarà una grande opera sistematica di assoluto valore e di riconosciuta originalità, ma almeno testimonia lo sforzo di un filosofo attento a comprendere il problema dell’origine del mondo e dell’uomo prestando allo scopo la sua visione filosofica. Sarebbe, però, ingeneroso non riconoscere al filosofo nell’architettura della sua trattazione una profonda erudizione filosofica, una capacità di sintesi e una grande chiarezza nell’esposizione».

E’ stata poi la volta di Tortora, uno dei curatori del volume e docente presso l’Università degli studi di Napoli Federico II che ha parlato della vita culturale a Napoli nella prima metà dell’Ottocento, partendo dall’assolutismo dei Borboni fino all’avvento di Ferdinando II che rimase al governo per 30 anni, ossia fino al 22 maggio 1859. Con lui, la città di Napoli e il Regno ebbero un momento importante di rinascita civile e culturale, facendo esplodere una straordinaria vivacità intellettuale in tutte le istituzioni culturali della capitale del Regno. E fu in quel periodo che «a Napoli domina incontrastata la filosofia di Pasquale Galluppi. Con la svolta degli anni ’30, nella pubblica Università di Napoli si va affermando la leadership delle tendenze speculative ispirate all’orientamento coscienzialistico introdotto proprio da Galluppi. In ogni caso sulle cattedre dell’Università – ha proseguito Tortora – non insegnano più solo ottusi “funzionari” borbonici: insieme a Galluppi svolsero attività di docenza personalità culturalmente e civilmente autorevoli». Ad ogni modo, Galluppi «acquista autorevolezza: non solo nel Regno ma anche all’estero. Soprattutto in Francia. Con le sue lezioni assurge al rango e alla fama di maestro».

Questo e tanto altro è stato detto di Galluppi e del suo pensiero da parte dei due professori che hanno mantenuta alta l’attenzione del pubblico.

Ha concluso Meligrana, il quale, nella sua qualità di presidente del centro e di curatore del volume si è soffermato sul lungo lavoro svolto dal gruppo dei docenti, quindi sulle varie difficoltà incontrate, sui tanti viaggi intrapresi verso Napoli, ma anche sulla soddisfazione di essere pervenuti alla conclusione mandando alle stampe un importante opera di Pasquale Galluppi il cui pensiero può essere considerato ancora oggi attuale rapportandolo alle nostre realtà.  

Vittoria Saccà